Quali sono le sanzioni per l’HACCP

L’articolo 6 del D. Lgs. 193/2007 prevede sanzioni di diversa entità in base a violazioni nell’ambito dei regolamenti 852/2004, 853/2004 e 854/2004 commesse dall’operatore del settore alimentare: “la persona fisica o giuridica responsabile del rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo”.

Tale decreto non prevede differenti sanzioni in relazione alle specie di carne (selvaggina, avicunicole e rosse) e al tipo di produzione (carni macinate, fresche, separate meccanicamente ecc.) come stabilito dalle vecchie direttive settoriali, ma considera tutte le tipologie in un’unica ipotesi di reato.

Il maggior interesse dimostrato verso il settore delle carni scaturisce dall’insorgenza di emergenze sanitarie (BSE, aviaria, Blue tongue, diossina) cui abbiamo assistito in questi anni e che hanno provocato gravi danni dal punto di vista sociale ed economico.

Le ammende descritte riguardano trasgressioni quali:

  • Assenza del riconoscimento, o del relativo aggiornamento, per stabilimenti o locali (centri di spedizione di molluschi bivalvi vivi – MBV, navi officina, centri imballaggio uova ecc.) ove svolgere attività di macellazione di animali, produzione e preparazione di carni, produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti;
  • Mancata applicazione delle procedure di autocontrollo basate sui principi del sistema HACCP (comprese le procedure di verifica);
  • Immissione in commercio di carni fresche refrigerate o congelate senza la bollatura sanitaria;
  • Immissione sul mercato e il trasporto di lotti di MBV provenienti da zone non idonee o non classificate dalle autorità competenti, in mancanza del previsto periodo di depurazione o senza il documento di accompagnamento di cui al regolamento (CE) n. 853/2004, allegato III, sezione VII, capitolo 1.

Tra le sanzioni contemplate ve ne sono alcune che ricadono in ambito penale e altre che ricadono in ambito amministrativo. Le ammende amministrative si applicano “salvo che il fatto non costituisca reato”, quindi nel caso in cui tali fatti non siano anche puniti da una disposizione penale.

Allo scopo di evitare tali sanzioni, che nei casi più gravi possono portare all’arresto o a multe fino a 150.000 €, è indispensabile affidarsi a esperti che, alla luce di una solida esperienza pregressa e di competenze tecniche e giuridiche sappiano applicare al meglio le disposizioni previste dalla normativa di riferimento.

È importante puntare su una consulenza personalizzata e professionale, poiché anche applicando le procedure previste in maniera parziale o inadeguata si incorre in pesanti sanzioni.